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I LUOGHI DEL FARE MA ANCHE DELLA MEMORIA.
LE FABBRICHE COME MUSEI VIVENTI DI UNA CIVILTÀ DELLE COSE.
ANCHE L’INDUSTRIA HA UN’ANIMA E PUÒ RACCONTARE IL TEMPO.


ARCHEOLOGIA INDUSTRIALE

Il termine Archeologia Industriale abbraccia un patrimonio variegato e diffuso che unisce in sè paesaggi, siti ed edifici con un valore storico legato al territorio, ma comprende anche infrastrutture, macchinari e cicli produttivi, archivi e documentazione, prodotti e oggetti di varia natura. Rappresenta un capitale per studiare e comprendere il passato più recente della moderna civiltà industriale, capirne i meccanismi e i passaggi, trovando nuove risposte sul nostro stesso modo di vivere.

Il termine fu coniato negli anni ‘50 in Inghilterra ed è legato al periodo di cambiamento e di distruzioni durante il quale le vecchie fabbriche e le strutture di servizio venivano abbattute e ricostruite senza troppo pensarci. L’attenzione da parte dell’Italia si sviluppa solo agli inizi degli anni ‘70.

Tutte le fabbriche che si svilupparono con l’avvento dell’industrializzazione, dalle filande, alle fornaci, passando per quegli edifici che improntarono la produzione sul concetto della continuità, rappresentano oggi alcuni esempi di monumenti annoverati sotto il termine Archeologia Industriale.

Il Friuli Venezia Giulia dispone di un copioso patrimonio industriale da scoprire e valorizzare, che dal punto di vista del linguaggio e delle forme assume una fisionomia difficilmente riconducibile a schemi costanti.

Il linguaggio dell’architettura delle industrie ha attinto molto dalle consuetudini locali e dall’impiego di materiali reperibili in loco: nel caso delle fornaci, che ne rappresentano un’eccellente esemplificazione, infatti i manufatti si presentano con forme inedite ed originali che derivano dalle funzioni ospitate.

La storia produttiva dei cantieri monfalconesi, l’urbanizzazione e gli impianti industriali di Torviscosa, l’opificio del Comune di Ruda, fino al complesso del Porto Vecchio di Trieste narrano solo alcuni esempi tipici della realtà regionale.
percorsi


A RITROSO NELLA STORIA:
DA
CIVIDALE A PALMANOVA ED AQUILEIA

Pochi chilometri fino all’antica “Forum Julii” (da cui la denominazione ‘Friuli’), fondata a metà del I secolo a.C. e primo dei 35 Ducati Longobardi in Italia, Cividale del Friuli permette al visitatore di ammirare le acque trasparenti del Fiume Natisone dal Ponte del Diavolo e, nel centro storico, il Duomo d’origine rinascimentale col vicino Museo Cristiano, l’Oratorio di Santa Maria in Valle (o Tempietto Longobardo) e gli straordinari reperti nel Museo Archeologico Nazionale, avvicinandosi al mondo longobardo soprattutto dell’VIII secolo.
Eventi a carattere storico o culturale annuali quali la Messa dello Spadone (6 gennaio) oppure il Mittelfest (fine luglio) arricchiscono la visita di Cividale.

A breve distanza si trovano il Santuario Mariano di Castelmonte e l’Abbazia di Rosazzo per una sosta non solo storico-artistica ma anche contemplativa grazie al magnifico panorama.
Visitando le industrie locali, si possono scoprire ambiti naturalistici introvabili altrove quali, nella “Bassa Pianura Friulana”, la zona delle Risorgive oppure le diverse aree protette della vicina Laguna di Grado o della Foce dell’Isonzo.

Storia ed arte si fondono, invece, ad Aquileia, colonia romana risalente al II secolo a.C. e sito UNESCO dal 1999: i resti del Porto Fluviale di un tempo, di molteplici domus e del sistema viario del passato con le ricchissime collezioni del locale Museo Archeologico Nazionale fanno ben immaginare la metropoli commerciale e culturale di 2000 anni fa, mentre la Basilica Patriarcale rappresenta uno scrigno prezioso con, al proprio interno, mosaici pavimentali paleocristiani unici nel loro genere per stato di conservazione e raffigurazioni simboliche ed affreschi romanici d’indescrivibile bellezza.
Monumento d’interesse nazionale è Palmanova, città-fortezza di fine ‘500 e raro esempio di città ‘ideale’, geometricamente perfetta a forma di stella a nove punte, con un articolato complesso difensivo di bastioni, fossati e porte, ampliato nei secoli dal periodo della Serenissima Repubblica di Venezia a Napoleone: la piazza Grande, il Duomo ed i due Musei (Civico e Storico-Militare) non lasceranno indifferenti neanche i turisti-per-caso.

Visitabili in queste zone le Aziende Tonutti e T&T Telematica e Trasporti.


T&T TELEMATICA E TRASPORTI Srl



DOVE
Via Luigi Chiozza, 3 - 33050 Ruda (UD)

CHI
Referente interno Progetto Turismo Industriale:
ing. Raffaele Caltabiano

T&T
“Lungo le strade della Roma antica la pietra miliare indicava al viaggiatore che era solo a mille piedi dalla sua destinazione”.

Aquileia è in distanza e nelle vicinanze la presenza romana è testimoniata da resti archeologici accessibili nelle campagne silenziose della Bassa pianura friulana.

Il piccolo comune di Ruda testimonia l’attaccamento al proprio patrimonio storico con una propensione al futuro: qui la tecnologia ha il fascino del viaggio nel tempo e si mostra rispettosa e ammirata del passato e più facilmente avvicinabile.

La t&t nasce con l’idea di applicare le tecnologie elettroniche informatiche e delle comunicazioni nel campo dello spostamento delle persone e delle merci nel campo della mobilità, ambiente e rifiuti.

La concretezza delle soluzioni brevettate trova la sua casa nella vecchia amideria dismessa negli anni 80, stabilimento produttivo centenario che fu tra i più avanzati a livello europeo, modello di modernità per tipo di lavorazione, produzione e legislazione sociale.

Il direttore generale della t&t, ing. Raffaele Caltabiano, è profondo conoscitore della figura dell’imprenditore che lo precedette in questi luoghi, quel Luigi Chiozza, friulano, scienziato di caratura al pari dell’amico collega Pasteur che qui venne in visita.

Chiozza innovò le tecniche di lavorazione agricola locale e scoprì come, oltre che dal grano, si potesse estrarre amido dal riso con risultati di eccellenza in termini di qualità.

Oggi, all’ombra dello stabilimento ancora presidiato da affascinanti macchinari e candidi stanzoni che attendono di essere diversamente animati, in quella che fu la villa del direttore della fabbrica, altra operosità produce in poco spazio elementi e sistemi che migliorano la qualità della vita di tutti noi, il più delle volte senza che ce ne rendiamo conto e senza percepirne il valore.
Un curioso percorso di consapevolezza tecnologica reso con linguaggio semplice regalerà un nuovo punto di vista sul vivere quotidiano. E anche semplicemente il rapporto con il nostro pc non sarà piu un oscuro mistero.

PERCORSO DI VISITA
Durata 2 ore

Accoglienza dei visitatori

Passeggiata nel sito di archeologia industriale dell’amideria Chiozza, oggi proprietà del Comune di Ruda

Storia di Luigi Chiozza, scienziato e innovatore

Visita della sede t&t

  • La tecnologia nascosta nella vita quotidiana
  • Scomponiamo un pc
  • Costruiamo un’applicazione di mobilità
  • Muovere senza muoversi: un esempio pratico
  • Show room


Coffee break
Gadget ricordo

Calendario 2011 visite individuali esclusive in azienda
con prenotazione obbligatoria Turismo Industriale Cell. 393 2271415


DATA ORARIO VISITA
Maggio
Luglio
Ottobre
domenica 29
venerdì 1
venerdì 7
10.15/12.15
15.30/17.30
15.30/17.30


COME RAGGIUNGERCI
Via Luigi Chiozza, 3 - 33050 - Ruda (Udine)

Arrivando dall’autostrada A23
Uscire al casello autostradale Villesse/Gorizia e seguire la direzione Cervignano. In prossimità di Villesse imboccare la SS351, oltrepassare Ruda ed in prossimità di La Fredda girare a destra in Via Luigi Chiazza ed arrivo.
 
Visualizzazione ingrandita della mappa


TONUTTI Spa



DOVE
Via G. Tonutti, 3 - 33047 Remanzacco (UD)

CHI
Referente interno Progetto Turismo Industriale:
Laura Bruni

Tonutti
Sempre un passo avanti

Raccontare la storia imprenditoriale della famiglia Tonutti è raccontare l’evoluzione del mondo rurale e della civiltà contadina in Friuli in oltre un secolo, a partire dal 1864, anno di nascita del capostipite Luigi – o in lingua friulana – “mastro Vigj“, rinomato fabbro.

In tutti questi decenni l’azienda cresce si espande ma i Tonutti restano sempre nel borgo rurale di Remanzacco, dalla prima officina alla fabbrica degli anni ‘60 fino al più recente e moderno quartier generale su un sito di 42.000 m², immerso nella campagna; per il presidente, solo una scrivania nell’ampio ufficio con vista sui monti che incorniciano la regione, essenzialità friulana. Profondo è il legame con la terra e con la natura per questa famiglia di imprenditori leader mondiali nella produzione di macchinari agricoli, dagli aratri a trazione meccanica al primo ranghinatore stellare, la cui invenzione si colloca negli anni ‘50, strumenti necessari all’ammodernamento dell’agricoltura esportati in tutto il mondo.

Il Museo Gino Tonutti, voluto dal padre dell’attuale presidente, sig. Gino, narra nella pratica il progresso rurale, in particolare nella nostra regione, con una vasta raccolta di attrezzi fine 800 fino a esemplari ancora funzionanti degli albori della meccanizzazione agricola, con un’area dedicata al processo di produzione della seta da baco, nel secolo scorso importante sostentamento di tante famiglie friulane. Meccanica e motori innovavano anche il mondo dei trasporti: lo testimonia l’importante collezione di auto e moto d’epoca, grande passione di famiglia, che il sig. Gino amava condividere con appassionati visitatori che giungevano anche da oltre confine e che lui saziava di pane e salame, autentica forma di ospitalità friulana.

Lo sviluppo dell’azienda da parte della presente generazione resta strettamente connesso alla sentita responsabilità per il rispetto dell’ambiente, tradotta nella costante ricerca e sviluppo di macchine agricole a basso impatto ambientale, con emissioni ridotte di anidride carbonica (CO²).

Per l’impegno fattivo nel promuovere un’agricoltura sostenibile su scala mondiale il cav. Carlo Tonutti ha partecipato al Forum dell’Onu sui cambiamenti climatici.

PERCORSO DI VISITA
Durata 2 ore

Accoglienza dei visitatori

  • Visita alla nuova sede Tonutti Group
  • I prodotti dell’azienda in rapporto al mondo e le tradizioni contadine
  • L’agricoltura e l’industria: la ricerca Eco-sostenibile
  • Cosa significa l’Onu


Visita al Museo G. Tonutti con custode memoria storica:

  • Storia dell’archeologia industriale dal 1864
  • La produzione delle prime macchine agricole
  • Storia dei motori
  • Collezione auto e moto d’epoca


Coffee break
Gadget ricordo

Visite esclusive in azienda, riservata a gruppi con prenotazione obbligatoria.
Turismo Industriale al numero 393 2271415 o info@industriaeturismofvg.it


COME RAGGIUNGERCI (8 Km dal centro città)
Via G. Tonutti, 3 - 33047 - Remanzacco (UD)

Arrivando da Udine
Uscire da Udine, Piazza I° Maggio, seguendo le indicazioni SS54 in direzione di Cividale, percorrendo Largo delle Grazie, Via Sant’ Agostino, Via Planis e alla rotonda imboccare la 1° uscita Via Simonetti. Dopo aver oltrepassato il cavalcavia che arriva su Via Cividale, proseguire sulla SS54 fino all’incrocio con la SP48 in direzione Salvis. Attraversare Salvis e girare a destra in Via G. Tonutti e al n. 3 arrivo.

Arrivando dall’autostrada A23
Uscire al casello autostradale di Udine Sud e prendere la prima uscita verso Gorizia/Manzano/Buttrio/ZIU ZAU. In prossimità di Udine continuare sulla SS676 e prendere l’uscita in direzione Grado/Palmanova/Cividale. Alla rotonda prendere la 3° uscita su Via Tissano in direzione Cividale - A23, attraversando Pradamano seguendo sempre la SP96 in direzione Remanzacco e, a Casali della Roggia, girare a sinistra su Via G. Tonutti e al n. 3 arrivo.
 
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AUTOSERVIZI F.V.G. Spa - SAF



DOVE
Via del Partidor, 13 - 33100 Udine

CHI
Referente interno Progetto Turismo Industriale:


SAF